SiOxyL+®

La terapia fotodinamica con SiOxyL+®

TRATTAMENTO DELLE PERI-IMPLANTITI, DEI DIFETTI OSSEI ORALI CONSEGUENTI AD INFEZIONI DENTARIE E DELLA MALATTIA PARODONTALE

 

É noto che l’attività della terapia fotodinamica è in grado di determinare un effetto biostimolante sulle cellule, un effetto vasodilatatorio sui vasi del microcircolo e un effetto decontaminante sulla componente microbica. Queste tre tipologie d’azione rispondono perfettamente ai tre requisiti di rigenerazione tissutale: formazione, protezione e maturazione del coaguloL’effetto del laser viene mediato dalla luce e non dalla temperatura: infatti al di sopra dei 50°C avviene la perturbazione dell’attività cellulare e la denaturazione proteica, ragion per cui il laser deve essere utilizzato a basso dosaggio di energia. Tuttavia il laser da solo a bassa intensità non riesce ad esercitare alcuna azione antimicrobica e per tale motivo deve essere associato ad una sostanza che ne veicoli l’azione. Differenti sostanze colorate sono state studiate e sono risultate efficaci in vitro, ma in vivo si è notata la necessità di avere a disposizione una sostanza trasparente, che non assorbisse la luce e che permettesse la penetrazione dell’energia radiante anche in profondità nei tessuti: tale sostanza è stata identificata nel perossido di idrogeno. La luce laser reagisce con il perossido di idrogeno formando molecole di ossigeno singoletto, in grado di legare gli acidi grassi della membrana batterica e di dissolvere quest’ultima, lisando il batterio. Il nostro studio, attraverso la ricerca, ricerca ha portato alla produzione di un derivato del perossido di idrogeno, SiOxyL+®, nella quale sono stati eliminati i residui di argento, citotossici ad elevata concentrazione, stabilizzando la soluzione con complessi a base di perossido-glicerofosfato.

 

I test di vitalità cellulare compiuti su SiOxyL+® hanno mostrato un miglioramento statisticamente significativo su fibroblasti, cheratinociti e co-culture delle due famiglie cellulari rispetto al comune perossido di idrogeno 10 volumi 3%, a parità di capacità biocida se impiegato in associazione con un laser a diodo nelle opportune regolazioni atte a combattere i batteri responsabili della malattia parodontale e peri-implantare.

 

Il laser a diodi, per la sua caratteristica lunghezza d’onda è molto poco assorbito dall’acqua e dall’idrossiapatite pertanto è in grado di penetrare nella profondità dei tessuti irradiati.

 

Il laser a bassi livelli di energia media è in grado di stimolare l’attività delle cellule deputate alla rigenerazione dei tessuti andati perduti con le malattie batteriche tipiche del cavo orale. Le regolazioni del laser a diodi utilizzate nel protocollo abbinano l’elevata potenza di picco necessaria all’eliminazione dei batteri patogeni del cavo orale con una potenza media bassa, che consente di usufruire di tutte le potenzialità della biostimolazione laserassistita e resta nell’alveo della vasodilatazione tissutale.

 

Il perossido di idrogeno e la SiOxyL+® hanno una riconosciuta capacità antibatterica, per la quale sono in uso protocolli di irrigazione delle tasche parodontali al fine di abbassare la carica batterica presente.

 

L’associazione perossido di idrogeno/ SiOxyL+® con laser a diodi quindi è in grado di massimizzare il trattamento di decontaminazione pre e post-operatorio, dove il laser incrementa l’azione antisettica del perossido di idrogeno/ SiOxyL+® mentre, allo stesso tempo, opera la biostimolazione dei tessuti molli e duri favorendone la ricrescita. Le peri-implantiti, caratterizzate da processi infiammatori a carico dei tessuti peri-implantari, sembrano trovare la loro origine in problematiche protesiche (sovraccarico biomeccanico), anatomiche (per ridotto o nullo spessore di gengiva cheratinizzata) o batteriche, dovute alla colonizzazione batterica della superficie implantare delle stesse specie responsabili della malattia parodontale. Le moderne superfici implantari, studiate per migliorare o accelerare i processi di osteointegrazione, sono oggi sotto osservazione per il presunto maggior rischio di colonizzazione batterica rispetto alle prime superfici macchinate, una volta iniziato il processo di demineralizzazione ossea dovuto alle tre cause pre-elencate. Fermo restando obbligatorio il riconoscimento della causa, protesica, anatomica o batterica, da anni l’applicazione clinica ha mostrato l’efficacia di un protocollo di decontaminazione dell’area peri-implantare, indipendentemente dal trattamento di superficie dell’impianto usato, mediante l’utilizzo della terapia fotodinamica a cielo aperto, cui segue una tecnica di riempimento dei difetti con materiale inerte riassorbibile.

 

La stessa procedura viene effettuata per la rigenerazione dei difetti ossei conseguenti alle patologie dentarie che richiedono l’estrazione dei dento stessi. Dopo avulsione degli elementi dentari si procede a decontaminazione/biostimolazione con SiOxyL+®.