Omeopatia

Omeopatia del cavo orale

Impiegare l’omeopatia nelle problematiche del cavo orale significa comunque individuare la persona nel suo insieme per arrivare a comprendere il motivo della localizzazione e dell’insorgenza del disturbo. Si parte pertanto dalla collocazione dell’individuo all’interno di un concetto costituzionale che funge per l’omeopata da base predittiva (es. costitituzione fluorica con annesse patologie da demineralizzazione precoce – dentarie, legamentose, venose – i tessuti elastici decadono e degenerano prima ed in modo importante rispetto ad altri). In tal senso l’omeopatia è lo strumento per supportare patologie croniche (paradontosi), disturbi che insorgono come acuti ma che si ripresentano nel tempo (aftosi, linfatismo, tonsilliti recidivanti o sublatenti, stomatiti) sino ad arrivare a risoluzione di forme asessuali o fistolose che, il più delle volte necessitano di un adeguata diagnostica e risoluzione sistemica del disturbo che del solo intervento chirurgico.

 

In particolare a livello omeopatico si può intervenire su (casi affrontati):
• carie ad evoluzione rapida in donne in gravidanza (rimedio impiegato Calcarea phosporica – carbo vegetabilis);
• pulpite (Arsenicum album);
• dentina decalcificata in superficie (kreosotum – staphysagria);
• disosodontiasi (silicea);
• periodontite periostite alveolo dentaria (Symphitum);
• nevralgie dentarie (Hypericum, Magnesia phosphorica, spigelia);
• odontalgia da trauma (arnica – rhust tox)