Endodonzia

Che cos'è l'edodonzia?

L’endodonzia è quella branca dell’odontoiatria che si occupa del trattamento della polpa del dente, contenuta nella camera pulpare e nel sistema dei canali radicolari. Il trattamento endodontico, comunemente chiamato devitalizzazione, consiste nella rimozione della polpa infetta, mediante l’utilizzo di strumenti manuali e rotanti e nell’otturazione tridimensionale mediante guttaperca e cemento canalare.

Perché e quando è necessaria l'endodonzia?

Quando il dente è affetto dalla malattia della carie, la polpa può andare incontro ad un processo infiammatorio che genera un dolore dentario acuto, continuo e pulsante. Ciò determina la morte della polpa che viene poi colonizzata dai batteri presenti nel tessuto carioso. Per impedire che i batteri presenti nella polpa dentaria, ormai necrotizzata, si diffondano all’osso presente intorno al dente malato, dando luogo nel tempo al tanto temuto granuloma, si rende necessaria l’asportazione della polpa morta e la disinfezione dei canali dentali radicolari che la contengono.

Che cos'è il granuloma?

Il granuloma radicolare è un processo infiammatorio (e non tumorale!) che colpisce l’osso circostante la radice del dente malato, nei cui canali sono presenti batteri che producono sostanze tossiche per l’organismo.

Incisivo centrale superiore con importante granuloma e ascesso attivo

Immagine clinica della radiografia precedente. Fistola attiva tra incisivo centrale e incisivo laterale

Terapia endodontica microinvasiva

La microinvasività del trattamento, è garantita dall’utilizzo del microscopio operatorio, del laser e di un sistema di radiografie digitali endorali che ci forniscono indicazioni molto chiare e precise circa l’anatomia della camera pulpare e dei canali radicolari, con ridotta esposizione alle radiazioni ionizzanti.

 

In endodonzia, l’utilizzo del microscopio operatorio, permette:
• Migliore accesso all’imbocco dei canali radicolari;
• Migliore reperibilità dei canali supplementari;
• Controllo diretto (nei canali rettilinei fino all’apice) della sagomatura e detersione dei canali;
• Identificazione e trattamento di perforazioni del pavimento pulpare e dei canali;
• Detersione, sagomatura e otturazione, in un’unica seduta più canali radicolari; 5.Trattamento chirurgico retrogrado con identificazione di canali non riconosciuti, istmi non trattati etc.

Canale dentario visto a 40 ingrandimenti

Canale dentario visto a 40 ingrandimenti

L’utilizzo del laser (Nd:YAG , a diodi, Nd:Yap), sfruttando fibre ottiche di ridottissime dimensioni (fino a 200 micron) consente di raggiungere anche gli apici dei denti più curvi e difficili, e permette di decontaminare i canali radicolari durante il trattamento endodontico. 

L’impiego delle fibre laser permette di allargare meno rispetto alle metodiche convenzionali i canali radicolari, riducendo quindi nel tempo il rischio di fratture delle radici post-trattamento endodontico. Ciò perché è l’azione stessa del laser che potenzia l’effetto dei disinfettanti usati in endodonzia (acqua ossigenata, ipoclorito di sodio, clorexidina), senza dover sovradimensionare i canali stessi per consentire ai liquidi di poter agire in profondità. Il potere decontaminante del laser aumenta quindi, ancor più la percentuale di successi clinici, riducendo il rischio di complicanze, come granulomi. Il suo effetto biostimolante inoltre migliora il decorso post-operatorio favorendo una riduzione cospicua del dolore post-trattamento endodontico, rendendo meno frequente il ricorso all’impiego degli antibiotici a supporto della terapia clinica.

Inoltre la Terapia Fotodinamica ad alta potenza (HLLTechnology), grazie all’uso di innovativi laser a diodo ad elevata frequenza, usati in combinazione con una soluzione, brevettata, ad elevato contenuto di ossigeno (SiOxyL+®/Fixlite Solution), consente di liberare nelle tasche parodontali elevate quantità di ossigeno singoletto, sino a 10.000 volte al secondo. Si tratta di un vero e proprio “Doping Biologico”: il corpo umano reagisce alle infezioni con la iperproduzione di granulociti neutrofili, primo indicatore di malattia; gli anticorpi, attivati dall’infezione, interagiscono con i neutrofili liberando ossigeno singoletto, che, legandosi alla membrana cellulare dei batteri, ne provoca la morte. In pratica la terapia fotodinamica ad alta potenza (HLLTechnology) libera nelle tasche parodontali una ingente quantità di ossigeno singoletto, che consente l’eliminazione dei batteri responsabili della malattia endodontica.

Quindi la Terapia Fotodinamica ad elevata potenza è la innovativa tecnica che, abbinando il laser ad SiOxyL+®/Fixlite Solution, riesce ad eliminare i batteri, anche quelli che si ritrovano all’interno dei tubuli dentinali, nei canali principali ed in quelli laterali, effettuando un’azione di decontaminazione che altrimenti non si riuscirebbe ad ottenere in alcun modo e con nessun antibiotico.

L’uso combinato del microscopio operatorio, del laser e degli strumenti ad ultrasuoni, inoltre, permette di trattare canali calcificati o di rimuovere perni endocanalari o strumenti fratturati.

Fibra laser da 200 micron inserita nel canale endodontico

 

Casi clinici

 

Lesioni periapicali multiple. Lato destro

 

Lesioni periapicali multiple. Lato sinistro

 

Guarigione delle lesioni dopo trattamento endodontico laser-assistito con HLLT